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 | 9 Dicembre, 2019

Rich Snippet: cosa sono e come usarli al meglio

 scritto da:
SEO Tester Online
 @seotesteronline
5 min

La SERP è in continua evoluzione e, nel tempo, è diventata uno dei principali campi di battaglia per guadagnarsi l’attenzione degli utenti. Per ottenerla però non è più sufficiente ottimizzare esclusivamente elementi come il titolo e la meta description ma serve mettere in atto pratiche di ottimizzazione più profonde.

È proprio in questi casi che entrano in gioco i rich snippet.

Che cosa sono i Rich Snippet?

I rich snippet sono degli elementi che arricchiscono i risultati di ricerca con informazioni visualizzabili già dalla SERP. 

Qualche esempio?

Valutazioni di un prodotto, prezzo, nome dell’autore: sono tutti elementi che vanno a comporre uno rich snippet.

Ma a cosa servono davvero i rich snippet?

Mediamente, i risultati contenenti un rich snippet godono di un Click-through Rate più alto rispetto ai risultati sprovvisti all’interno della stessa SERP, poiché la presenza di tali elementi incoraggia l’interazione dell’utente.

Curare lo Snippet per presentarsi al meglio sulla pagina dei risultati Google è quindi utilissimo per la SEO. Questo perché i siti web con una buona organizzazione dei dati strutturati permettono al crawler una “lettura” più profonda delle pagine.

Risultato? Google mostrerà i Rich Snippet tra i risultati, favorendo un aumento del CTR.

I dati strutturati

I dati strutturati sono delle particolari tipologie di dati pensati con lo scopo di aiutare i motori di ricerca a comprendere meglio determinate informazioni. 

Implementare i dati strutturati è indispensabile per arricchire lo snippet dei tuoi risultati di ricerca. 

Ma dove possiamo trovare i dati strutturati?

Google, Yahoo, Bing e Yandex su questo fronte hanno unito le forze e creato un vocabolario di dati strutturati, valido per ogni tipologia di informazione che desideriamo implementare in una data pagina web.

Le tipologie di dati strutturati sono differenti e utili in contesti differenti.

Vediamo alcuni esempi di dati strutturati:

Lavori creativi: è il caso di libri, film, canzoni, serie tv e altre opere creative. 

Oggetti integrati non testuali: validi per audio, immagini, video.

Eventi: questi microdati aiutano gli utenti a scoprire le iniziative locali più interessanti, tramite i risultati di ricerca e Google Maps.

Salute e medicina: questa tipologia comprende informazioni su medicinali, patologie, sintomi, articoli scientifici o consigli su terapie.

Organizzazioni: raccolta di dati strutturati per scuole, organizzazioni non organizzative, club etc.

Persone: valido per le persone (attualmente in vita, morte, immaginarie), contenente informazioni come nome, data di nascita, genere, altezza e tantissime altre.

Località: è il caso di tutte quelle entità associate ad un luogo fisico (come per le attività locali).

Prodotti: attiva un badge sull’immagine nei risultati di ricerca per dispositivi mobili.

Recensioni: visualizzate nei risultati di ricerca, aiutano i lettori a trovare facilmente le recensioni e ad aumentare il traffico sul tuo sito web per leggere la versione completa.

Azioni: si tratta di microdati pensati per identificare particolari azioni compiute da un agente nei confronti di un oggetto.

Avvia il test sui dati strutturati

Per capire se il tuo sito ha una buona struttura interna, puoi verificare la presenza dei markup, attraverso un rich snippet test. Google mette a disposizione un tool, ovvero lo “Strumento di test per i dati strutturati”.

Aprendo la pagina di testing, vedrai un box in cui inserire l’url o lo snippet di codice da analizzare.

Una volta inserito l’indirizzo, verrai riportato nella pagina di verifica del tuo sito: sulla sinistra mostrerà il documento Html, sulla destra le voci rilevate con gli eventuali errori/avvisi.

Prova lo strumento di test per dati strutturati di Google.

In alternativa, puoi utilizzare altri due tool per eseguire il rich snippet test:

Il Rapporto sui Dati strutturati: un report disponibile su Google Search Console che verifica quali markup sono presenti sul sito e segnala gli eventuali errori;

Data Highlighter: una risorsa che aiuta il motore di ricerca a comprendere ed elaborare i dati strutturati, permettendo all’utente di evidenziare e taggare i data fields con il mouse;

Lavora sui featured Snippet, conquista la posizione 0.

Insieme ai markup, l’ottimizzazione dei contenuti rappresenta un fattore fondamentale, che può farti guadagnare la “posizione 0” all’interno della SERP.

Non il classico risultato, bensì un featured snippet. Cosa sono i featured snippet di Big G?

La risposta migliore è proprio quella fornita da Google:

“Quando un utente pone una domanda in Ricerca Google, la risposta restituita potrebbe essere mostrata in un riquadro speciale di snippet in primo piano nella parte superiore della pagina dei risultati di ricerca. Lo snippet in primo piano si distingue perché è valorizzato in modo da indirizzare l’attenzione dell’utente sulla pagina dei risultati.” 

Tenendo a mente questa definizione, puoi intuire quanto sia importante creare il contenuto migliore, quello che fornisce agli utenti la risposta giusta ai propri quesiti.

I featured snippet non sono annunci a pagamento. Google, dopo aver riconosciuto che la query è una domanda, seleziona in modo schematico le pagine che hanno la risposta precisa ed espone il contenuto più attinente nella tanto desiderata “posizione 0”.

Perché non ci sono rich snippet nel mio risultato?

In certi casi, i dati strutturati che hai inserito sul tuo sito potrebbero non apparire nei risultati di ricerca.

Ecco i principali motivi:

  • Non è un processo automatico: come la maggior parte dei risultati in ambito SEO, anche i markup non sono garantiti da Big G. Non è sufficiente inserire il codice nel sito.
  • I markup non rispettano gli standard di qualità: se non vengono rispettati i parametri di qualità, il colosso di Mountain View non mostrerà i tuoi feature snippet nei risultati di ricerca.
  • Non rispettano il contenuto della pagina: se i tuoi dati non rispecchiano i contenuti della pagina, danneggiando l’esperienza utente, Google non li mostrerà.
  • Linguaggio volgare: i tuoi markup non saranno mostrati se contengono un linguaggio volgare e irrispettoso.
  • Inserimento scorretto dei dati: questo è sicuramente uno dei motivi più comuni per cui i markup non sono mostrati. Spesso accade, ad esempio, nelle pagine con le sezioni Prodotto, Ricette ecc. L’errore più frequente è la chiusura prematura del codice.
  • Dominio non autentico: se Google ritiene che il tuo dominio sia poco affidabile non mostrerà i rich snippet nei risultati di ricerca.
  • Non è passato abbastanza tempo: il crawler, come per le tue pagine web, non scopre i markup istantaneamente, armati di una buona dose di pazienza in attesa che appaiano i rich snippet. 

Hai un Blog su WordPress?

Se possiedi un Blog su WordPress, puoi facilmente impostare i dati strutturati utilizzando uno dei centinaia di plugin disponibili. La buona notizia? La maggior parte è gratuita.

Controlla la nostra lista dei migliori plugin WordPress per i dati strutturati.

Fai il test dei dati strutturati col SEO Checker

Se vuoi, puoi verificare di aver implementato correttamente i dati strutturati nelle tue pagine anche con il SEO Checker di SEO Tester Online.

Fai in pochi secondi il test e assicurati di aver inserito i microdati di Schema.org per far apparire i rich snippet nei risultati di ricerca:

Verifica i dati strutturati del tuo sito con il SEO Checker.

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