| 12 Dicembre, 2019

Scansione, Indicizzazione e Posizionamento: come funzionano i motori di ricerca?

 scritto da:
SEO Tester Online
 @seotesteronline
4 min
Indice

Nel tempo, il motore di ricerca sta diventando un vero e proprio “motore di risposte” sempre più sofisticato. 

Il suo lavoro consiste proprio nello scoprire, comprendere e organizzare i contenuti presenti su Internet, in modo da mostrare ai suoi utenti i risultati più rilevanti e pertinenti rispetto alle loro domande e necessità.

Ma per fare in modo che i tuoi contenuti siano mostrati al maggior numero possibile di utenti al suo interno, devi prima comprendere come renderli visibili.

Questa è, probabilmente, la parte più importante della SEO, il momento “zero” da cui tutto ha inizio: se il tuo sito non è presente nell’indice del motore di ricerca, non potrà certamente apparire tra i suoi risultati.

Ma facciamo un passo indietro.

Per capire come fare in modo che i tuoi contenuti vengano presi in considerazione dal motore di ricerca, dobbiamo prima capire il suo funzionamento. I compiti principali di un motore di ricerca sono tre, ovvero:

  • Scansione: è la fase di analisi delle pagine presenti su Internet. Il motore di ricerca effettua una scansione del codice e dei contenuti per ogni URL trovata;
  • Indicizzazione: è il momento di raccolta e organizzazione dei contenuti individuati durante il processo di crawling. Se una pagina si trova in questa lista significa che è stata indicizzata, e che può apparire tra i risultati di ricerca per le ricerche pertinenti;
  • Posizionamento: è l’ordine con il quale i risultati che sono stati indicizzati sono mostrati nelle pagine del motore di ricerca (la SERP). Dai contenuti più adatti a soddisfare gli intenti di ricerca, che ricopriranno le prime posizioni nei risultati di ricerca, sino al risultato più trascurabile.

Scansione

È il processo tramite il quale il motore di ricerca passa al setaccio i contenuti del web: siti nuovi e vecchi, pagine, articoli, schede prodotto, immagini, link etc.

Per fare tutto questo si avvale dei così detti crawler (chiamati anche bot o spider) che, attraverso appositi algoritmi, determinando quali sono i siti da scansionare e con che frequenza, distribuendo il crawl budget.

Per scoprire nuovi contenuti, il crawler individua e registra ogni link presente sulle pagine trovate, per poi inserirli nella lista degli URL da scansionare. Si tratta di un’attività importantissima, che consente al motore di ricerca di conoscere la quantità e la qualità di connessioni e le relazioni in ingresso e in uscita su quella pagina.

Vuoi saperne di più sul crawling dei motori di ricerca? Scopri come funzionano i crawler leggendo il nostro articolo.

Indicizzazione

I contenuti, dopo essere passati al vaglio del bot, verranno inseriti all’interno dell’indice di tutte le pagine visitate, creando un database con miliardi di pagine web.

Il bot, una volta estratto il contenuto dal web, lo archivia e ne organizza tutte le informazioni al suo interno. Informazioni che vengono poi interpretate per misurare l’importanza della pagina rispetto a quelle simili.

Posizionamento

Se le due attività precedenti sono un po’ il dietro le quinte dell’attività dei motori di ricerca, il posizionamento è di sicuro il risultato più evidente.

La SERP è il luogo virtuale in cui si possono mostrare ai propri clienti dei progressi tangibili. Basta inserire una keyword nell’apposito box e il motore di ricerca verificherà all’interno del proprio indice quali pagine matchano la query di ricerca. 

A queste pagine viene assegnato un “punteggio” che l’algoritmo calcola tenendo conto di oltre 200 fattori di ranking.

Se c’è stato un buon lavoro di ottimizzazione, la pagina, l’articolo del blog o la scheda prodotto di cui ti sei occupato, potrà guadagnarsi un miglior posizionamento rispetto ai tuoi competitor.

I fattori che possono influire sul posizionamento

Il processo di ranking di una pagina comprende sostanzialmente diversi aspetti.

Tralasciando la parte tecnica dei fattori di posizionamento, un “motore di risposte” come Google impara ogni giorno a fornire informazioni nel miglior modo possibile in relazione a differenti fattori:

  • La tipologia del sito web: una classifica semplice, stilata dal motore di ricerca per distinguere le query una dall’altra;
  • Il contesto: ad ogni query si associa un contesto;
  • La tempistica: dare maggior peso ad un fattore piuttosto che ad un altro in base alla query;
  • Il Layout: la SERP mostrerà risultati diversi, a seconda di quale sia l’intento di ricerca

Tipologia del sito web

Appena l’utente digita una query, la prima cosa che fa il motore di ricerca è classificarla, per restituire la miglior tipologia di sito web per quella data ricerca. 

Ad esempio:

  • Siti YMYL (Your Money Your Life)
  • Attività Locali
  • Siti per Adulti
  • Siti di news
  • Etc.

Una classifica molto variabile, ma che aiuta a capire quale “posto” spetta ad una data query.

Il contesto

Il motore di ricerca valuta anche questo aspetto, ricavando ogni informazione rilevante sull’utente che digita una query.

Questo processo avviene sfruttando il maggior numero di informazioni che è in grado di intercettare e permette di comprendere quali fattori storici e ambientali entrano in gioco nella domanda influendo sulla tipologia di risposta attesa dall’utente.

Ad esempio: la posizione, l’orario o il tipo di query.

La tempistica

Un’altro aspetto da tenere in considerazione è il peso assegnato ad una query in relazione alla tempistica in cui è stata effettuata la domanda e alla tempistica in cui è stato creato il contenuto presente nell’indice. 

Questo perché ogni ricerca ha un intento differente, e questo il motore di ricerca lo sa. 

Per questo motivo, ad esempio, i risultati per “prima guerra mondiale” tengono maggiormente conto dell’autorevolezza della fonte, mentre “migliori film in uscita” considera principalmente la “freschezza” della notizia.

Il Layout dei risultati

La scelta di mostrare il knowledge graph, piuttosto che i video o i risultati degli argomenti correlati, dipende sempre dalla query digitata nel box di ricerca.

Se il contenuto ricercato presenta, ad esempio, numerose informazioni in formato video, Google le mostrerà in SERP. 

Layout SERP digitando come fare il pane

Se, invece, l’intento di ricerca riguarda un topic con diverse queries rilevanti, apparirà il box “Le persone hanno chiesto anche”.

Discorso analogo per gli altri elementi della SERP, ovvero i topic e le ricerche correlate.

Esempio correlate SERP Google

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